mercoledì 21 aprile 2010

LA DOMANDA CHE CAMBIÒ LA STORIA






Questo è il mio lavoro d’aprile, ma siccome mi sa che quest’anno no avrà lavoro d’aprile perché la nostra insegnante non ha detto più niente, e mi sembra che questa è una bella storia che mi avessi piaciuto spiegare ai miei compagni, la spiegherò qui.

Tutti sanno che il 9 novembre 1989 il muro di Berlino crollò, ma sapete perché crollò così all’improvviso?

Tutto fu conseguenza della domanda d’un giornalista italiano, Ricardo Ehrman.
Ora vi spiego la storia.

Eravamo negli anni 80 e il mondo che conoscevamo, quel mondo della Cortina di ferro, era vicino alla fine.

Da una parte era arrivato al Vaticano il Papa Giovanni Paolo II, un Papa polacco, e non era per caso. Già d’inizio, nel 1979 visitò la Polonia, e là, tra una folla de persone, disse quella sua famosa frase:

« Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatri-ce potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa c'è dentro l'uomo. Solo lui lo sa! »

Quelle parole furono raccolte, tra altro, da Lech Wałęsa il leader di Solidarność, al quale il Papa Wojtyla offrì supporto, anche finanziario.

Da un’altra parte nell’Unione sovietica non funzionava poco o nulla, l’economia era un disastro e il politburo era composto di vecchi incapaci di cambiare nien-te. Nel 1985 venne eletto l’ultimo segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), Mikhail Gorbaciov. Lui era un figlio del comunismo però pensava che si potesse moderare la mano di ferro che fino a quel momento aveva avuto l’Unione Sovietica sulla popolazione e fu il propugnatore dei processi di riforma legati alla perestrojka (ristrutturazione) e alla glasnost (trasparenza);tutto ciò provocò una catena di eventi che portarono alla dissoluzione dell’URSS e alla fine della Guerra Fredda. Forse fu un po’ ingenuo.

L'11 ottobre 1986, infatti, Gorbaciov ed il presidente statunitense Ronald Rea-gan si incontrarono a Reykjavík (in Islanda) per discutere la riduzione degli ar-senali nucleari installati in Europa. Tutto ciò condusse, nel 1987,alla firma del Trattato INF sull’eliminazione delle armi nucleari a raggio intermedio in Europa.

Era l'inizio della fine. Il nuovo governo di Krenz della Germania dell'est decise di concedere ai suoi cittadini dei permessi per viaggiare nella Germania dell’Ovest. Günter Schabowski, il ministro della Propaganda della DDR, ebbe il compito di dare la notizia; però egli si trovava in vacanza prima che venisse presa questa decisione e non venne a conoscenza dei dettagli.
Riccardo Ehrman era giornalista dell’Ansa. Prima di andare nella DDR era sta-to giornalista in Canada e negli Stati Uniti. Nel 1976 il capo del suo giornale lo chiamò per offrirgli un posto di giornalista a Berlino. Riccardo era uno dei pochi giornalisti che parlavano tedesco.
Ci vollero due mesi perché la DDR gli concedesse il visto. Un giornalista che veniva dall’America in un paese comunista era visto come una probabile spia e fu investigato dalla Stasi. Ma il direttore dell’Ansa sostenne che i giornalisti dovevano essere al di sopra della politica e lui lo era.

Alla fine gli concessero il visto e gli dettero un benvenuto molto particolare perché siccome lui è ebreo i comunisti pensarono che lui fosse antinazista e lo trattarono benissimo.

L’otto novembre ebbe una telefonata del portavoce del ministero che gli disse che il giorno dopo sarebbe stata una conferenza stampa del signor Schabowski.

Arrivò in ritardo perché fece fatica a parcheggiare. Quando entrò non c’era posto e dovette sedersi sotto il palco dell’oratore. All’inizio alzò la mano, ma solo alla fine Schabowski gli disse: Vediamo che cosa vuole sapere il nostro collega italiano.

Riccardo disse: Non pensa che abbiano commesso un grande errore enunciando una legge di viaggi che era soltanto una bugia propagandistica?

Risposta: Noi non facciamo mai degli errori ed ho ancora una cosa di dire. Cercò una carta nella tasca e disse che tutti i berlinesi dell’Est potevano attraversare il confine senza visto e senza passaporto, soltanto con la carta d’identità.

Riccardo: Anche per occidente?

Schabowski: Dappertutto, anche per occidente.

Riccardo: Da quando?

Schabowski cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma non avendo un'idea precisa, azzardò:

“Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. Se sono stato informato correttamente, quest'ordine diventa efficace immediatamente”

Decine di migliaia di berlinesi dell’Est avendo visto l’annuncio di Schabowski in diretta alla televisione, si precipitarono, inondando i checkpoint ,a chiedere di entrare in Berlino Ovest. Le guardie di confine, sorprese, iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma era ormai chiaro che - laddove non vi era stato adempimento spontaneo all'annuncio pervenuto via etere- non era più possibile rimandare indietro tale enorme folla vista la mancanza di equipaggiamenti atti a sedare un movimento di tali proporzioni.

Furono allora costrette ad aprire i checkpoint e, visto il gran numero di berlinesi, nessun controllo sull’identità fu eseguito. Gli estasiati berlinesi dell’Est furono accolti in maniera festosa dai loro fratelli dell’Ovest, spontaneamente i bar vicini al muro iniziarono ad offrire birra gratis per tutti. Il 9 novembre è quindi considerata la data della caduta del Muro festeggiata con il mega concerto di Roger Waters (ex bassista dei Pink Floyd) con l'esecuzione di The Wall dal vivo.

Riccardo si rese conto all’istante che quello era l’annunzio del crollo del muro di Berlino e subito telefonò all'Ansa e dettò queste parole: Il muro è crollato.
Dall’altra parte del telefono ascoltavano increduli e dicevano: “Riccardo è impazzito”. Ma per fortuna del mondo la notizia fu vera e fu Italia la prima a divulgarla

La fine del muro era la fine della Germania comunista. L’economia della DDR era un fiasco, non poteva sopravvivere da sola.

Poco giorni dopo ambedue le Germanie firmarono un accordo d’unione monetaria. L’unica valuta sarebbe stata il marco e quando uno stato non può controllare più la sua valuta, lo stato non esiste più.

Il cancelliere Helmut Kohl con intelligenza incredibile entusiasmò i dirigenti della Germania orientale dicendo che avrebbe cambiato la loro valuta una a una, sebbene un marco della Germania Federale valesse 10 marchi della Repubblica Democratica Tedesca. Tanta gente del regime divenne ricca con questo sistema.

Kohl ebbe il coraggio di credere nella possibilità di rinforzare il debole apparato economico della Germania orientale introducendovi le regole del libero mercato e soprattutto grazie a un forte apporto di capitali e investimenti. Benché al momento della sua sconfitta elettorale sembrasse che il suo progetto fosse fallito (l'est rimaneva ancora molto indietro rispetto all'ovest), a Kohl rimane il merito di aver intuito l'essenzialità della riunificazione come passo necessario per l'inte-grazione nell'Unione europea

Così finivano 28 anni di terrore e buio politico in cui 5.000 persone tentarono di traversare il muro. 192 morirono. Il 17 agosto lasciarono morire dissanguata una persona davanti ai mezzi di comunicazione per dissuadere le altre.

Poco tempo dopo cadeva anche l'Unione sovietica e finiva così un regime che aveva ammazzato 100 milioni de persone nel ventesimo secolo e che aveva avuto la maggiore rete di campi di concentramento

Il 18 marzo 1990 furono tenute le prime e uniche libere elezioni della storia della Repubblica Democratica Tedesca; esse produssero un governo il cui principale mandato era quello di negoziare la fine stessa dello Stato che rappresentavano.

Il parlamento italiano, con la legge n. 61 del 15 aprile 2005, ha dichiarato il 9 novembre "Giorno della libertà", quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.

In una intervista recente hanno domandato a Riccardo Ehrman:

Se non ci fosse stata la sua domanda crede che il Muro sarebbe caduto più tardi?
Mah… è possibile che Schabowski avesse fatto un errore anticipando di qualche ora il momento della riapertura delle frontiere, ma in ogni caso la decisione era presa e non ci sarebbero stati altri ritardi.

E fu così come un giornalista italiano passò alla storia il giorno in cui l’Europa svoltò.


http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1ad2077a-d473-4955-bf35-3547ffa5786b.html
Si deve guardare dal minuto 32 fino il minuto 40

5 commenti:

maxregan ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anna ha detto...

Grazie Max. Gentile come di solito

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Pecatto che abbia lavorato tantissimo per ... ma... l'articolo è interessante, l'italiano stupendo... ed il nostro amico veramente gentile.

francescomisc ha detto...

Un caro saluto a voi tutti in particolar modo alla padrona di casa Anna.

Anna ha detto...

Grazie Francesco. Ti ho fatto già tanti auguri per arrivare alla finale, ancora che abbia il cuore rotto.